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Scomparsi i Miniotteri dalla R.N.I. Grotta Palombara?

Un sopralluogo della Federazione Speleologica Regionale Siciliana ha messo in evidenza la probabile scomparsa del Miniopterus schreibersii, specie di pipistrello "minacciata di estinzione e vulnerabile" e tutelata a livello comunitario, dalla Riserva Naturale Integrale "Grotta Palombara" (Siracusa).
L'assenza di un monitoraggio della colonia e la mancata rimozione del cancello posto all'ingresso della grotta, non a norma in quanto ostacolerebbe il passaggio dei Miniotteri, sono gravi mancanze dell'Ente gestore.
La FSRS chiede che venga verificato l'eventuale danno causato alla colonia di chirotteri, che venga rimosso il cancello e che venga fatta luce su eventuali responsabilità ed inadempienze del CUTGANA, Ente che dal 1998 gestisce la riserva.

Di seguito il documento integrale della Federazione Speleologica Regionale Siciliana.

 

 

La Grotta Palombara (SiSr 7001), con i suoi 800m di sviluppo, rappresenta una delle più importanti cavità carsiche della Sicilia sud-orientale. Esplorata nella metà degli anni '70 dagli speleologi dell'allora Gruppo Grotte Catania, la Palombara si rivelò presto estremamente interessante da un punto di vista archeologico (furono trovati reperti dell'età del rame), geologico (presenza di interessanti morfologie di erosione freatica) e biologico (presenza di una folta colonia riproduttiva di pipistrelli).

La Riserva Naturale Integrale Grotta Palombara è stata istituita nel 1998 “al fine di tutelare la più importante grotta carsica della Sicilia orientale per lo sviluppo sotterraneo e la complessità dei sistemi di cavità, con una fauna cavernicola variata che comprende una importante componente guanobia”. In particolare, l'Ente gestore è chiamato a salvaguardare la folta colonia polispecifica di pipistrelli che, durante il periodo primaverile-estivo, utilizza una sala profonda della grotta (Sala del Guano) per la riproduzione e lo svezzamento dei piccoli. A partire dal 1992 infatti, tutte le specie europee di pipistrelli troglofili sono classificate come “minacciate di estinzione e vulnerabili” e tutelate a livello comunitario, ai sensi della Convenzione di Berna e della Direttiva 92/43/CEE.

La gestione della suddetta RNI è stata da subito affidata ad un Ente universitario: il CUTGANA, Centro Universitario per la Tutela e la Gestione degli Ambienti Naturali e degli Agroecosistemi. Da un Ente universitario multidisciplinare come il CUTGANA ci si aspetta certamente una gestione che prediliga la ricerca scientifica. Ci si aspetta un monitoraggio costante della colonia di chirotteri, che permetta da un lato di studiarla e dall'altro di evidenziarne tempestivamente eventuali problemi conservazionistici.

L'importanza di un monitoraggio è ulteriormente aumentata dopo il 2004, quando il CUTGANA ha posto un cancello a sbarre orizzontali nell'unico ingresso della grotta. Verificare che questa nuova struttura, seppur costruita a norma, non avesse impatti sulla colonia sarebbe stato estremamente importante.

Le informazioni bibliografiche più recenti sulla colonia purtroppo risalgono al 1978, quando Caruso e Costa* riportano, oltre alla presenza delle due specie di Rinolofi già precedentemente osservate, anche quella di altre due specie: il Myotis myotis e il Miniopterus schreibersii.

Tra il 2004 ed il 2005 si assiste al primo vero e proprio monitoraggio dei chirotteri alla Palombara, effettuato dal chirotterologo sardo Mauro Mucedda. Mucedda fece i suoi rilevamenti e consegnò al CUTGANA una relazione dettagliata sulla frequentazione dei chirotteri alla Palombara nelle varie fasi dell'anno e delle specie presenti, risultati che, purtroppo, non sono mai stati pubblicati.

In seguito ad esplicita richiesta, effettuata dalla F.S.R.S. al Centro Pipistrelli Sardegna, siamo venuti a conoscenza che, in base a quanto rilevato da Mucedda, nel mese di agosto del 2004 alla Grotta Palombara era presente una nutrita colonia riproduttiva di oltre 700 esemplari (404 Myotis myotis e 317 Miniopterus schreibersii).

Tra il 2010 e il 2011, su alcuni siti internet e quotidiani locali, sono stati pubblicati dei trafiletti in cui l'Ente gestore dichiara di aver finalmente avviato un monitoraggio della colonia di chirotteri alla Grotta Palombara, effettuato in collaborazione con alcuni gruppi speleologici locali. I gruppi speleologici chiamati in causa dichiarano in realtà di non aver mai svolto alcun monitoraggio ed i risultati di tale studio non sono mai stati resi noti.
Nei trafiletti pubblicati, si riporta inoltre ripetutamente la presenza di “...oltre 50 pipistrelli del genere Vespertilio maggiore (Myotis myotis). Un dato positivo anche alla luce del forte declino della presenza dei pipistrelli su tutto il territorio nazionale....".

http://www.bda.unict.it/Pagina/It/Cutgana_2/0/2011/03/22/4408_.aspx

Il numero di 50 esemplari, a nostro avviso, non è affatto un dato positivo, alla luce sia di quanto ricordano gli speleologi che frequentavano la grotta prima dell'istituzione della riserva che dei numeri riportati nella relazione di Mucedda di circa 5 anni prima.

Di recente, alcuni studi hanno dimostrato che i cancelli simili a quelli posti dall'Ente gestore nel 2004 all'ingresso della grotta, conformi alle direttive del tempo, ostacolerebbero in realtà il passaggio dei pipistrelli appartenenti alla specie Miniopterus schreibersii, che nel tempo tendono ad abbandonare il rifugio. Questa specie, osservata già da Caruso e Costa nel 1978, secondo quanto riferitoci da Mucedda era ancora presente con un buon numero di esemplari (317) fino ad agosto del 2004, l'anno successivo alla messa in posa del cancello.

Venuti a conoscenza di questi possibili problemi, gli speleologi hanno più volte chiesto all'Ente gestore, nel corso degli anni, di rimuovere il cancello, spiegando l'importanza e la delicatezza della situazione. Purtroppo il cancello è ancora sul posto.

Preoccupata per lo stato di salute della colonia, nel 2011 la F.S.R.S. ha chiesto di intraprendere un monitoraggio indipendente all'interno della Grotta Palombara, presentando un progetto al CUTGANA ed all'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente ed effettuando nel luglio 2011 il primo (poi rimasto unico) sopralluogo.

Il conteggio degli esemplari è stato eseguito in base a quanto previsto dalle linee guida del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio**, pensate per ottenere il massimo rendimento con il minimo disturbo alla fauna chirotterologica. Il metodo utilizzato consiste nell'acquisizione di immagini digitali ad alta risoluzione della colonia e la loro seguente elaborazione con software specifici, metodo utilizzato anche da Mucedda nel 2004.

 

Grotta Palombara Grotta Palombara

 

Nella “Sala del Guano”, all'interno della marmitta inversa che sovrasta il grosso cumulo di guano da cui la Sala prende il nome, è stata osservata la presenza di una folta colonia di chirotteri. Dall'esame delle fotografie effettuate, è emerso che all'interno della cupola erano presenti circa 650 esemplari. Da un'analisi dettagliata delle immagini in alta definizione della colonia, si evince che la maggior parte degli individui riconosciuti all'interno della cupola appartengono al genere Myotis mentre non sembrano essere presenti esemplari di Miniopterus schreibersii.

Il dato, se confermato, indicherebbe l'abbandono della grotta da parte dei Miniotteri, che potrebbe essere messo in relazione alla presenza del cancello all'ingresso della grotta. Ulteriori sopralluoghi, a nostro avviso, si rendono necessari al fine di confermare il dato.

Ogni anno la Regione spende 140.000€ per gli stipendi di tre persone e la gestione ordinaria di questa riserva speleologica. Questi soldi sono spesi tra l'altro anche perché l'Ente protegga la colonia di chirotteri al suo interno. La scomparsa di una specie di chirotteri da una riserva, se confermata, sarebbe un fatto estremamente grave, a riprova del disinteresse dell'Ente gestore verso il bene naturalistico che è chiamato a gestire. Ma è già grave, a nostro avviso, l'assenza di un progetto di monitoraggio costante e scientificamente valido da parte del CUTGANA. Il disinteresse nei confronti della colonia, costituita, ribadiamo, da specie “minacciate di estinzione e vulnerabili” e tutelate ai sensi della Convenzione di Berna e della Direttiva 92/43/CEE, dovrebbe essere già da sola causa di revoca della convenzione di affidamento, secondo quanto previsto dall'art. 15 della convenzione stessa.

La FSRS chiede dunque che venga fatta luce su eventuali irregolarità ed inadempienze dell'Ente gestore. Chiede inoltre la rimozione del cancello che occlude l'ingresso della grotta, per consentire il passaggio dei Miniotteri. Infine chiede che, al fine di verificare lo stato di salute della colonia, un monitoraggio della colonia, effettuato da personale scientificamente e tecnicamente qualificato, venga inserito come obbligatorio nella nuova convenzione di affidamento.

 

* Caruso D., Costa G., 1978. Ricerche faunistiche ed ecologiche sulle grotte di Sicilia. VI - Fauna cavernicola di Sicilia (Catalogo ragionato). Animalia, Catania, 5 (1-3): 423-513

** Agnelli P., Martinoli A., Patriarca E., Russo D., Scaravelli D., Genovesi P. (a cura di), 2004. Linee guida per il monitoraggio dei Chirotteri: indicazioni metodologiche per lo studio e la conservazione dei pipistrelli in Italia . Quad. Cons. Natura, 19, Min. Ambiente – Ist. Naz. Fauna Selvatica.



Il Catasto delle Grotte della Sicilia consultabile sul sito del WISH:

La Federazione Speleologica Regionale Siciliana, che nel 2012 ha aderito al Web Information System Hyperlink (WISH), da aprile 2013 è entrata a farne parte attivamente ed il Catasto delle Grotte della Sicilia è adesso consultabile on-line sul Portale del Catasto Nazionale delle Grotte d'Italia.

 



La Federazione Speleologica Siciliana membro della CTS geositi

La Federazione Speleologica Regionale Siciliana, con il D.A. 175/GAB del 9.10.2012 (modifica del D.A. 87/GAB del 11.06.2012, concernente l'istituzione dei geositi della Sicilia), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 23.11.2012, è divenuta membro della Commissione Tecnico-Scientifica dei geositi, istituita presso l’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente.
La CTS ha il compito di valutare le proposte di istituzione di nuovi geositi e di modifica di quelli già esistenti, nonché di predisporre le direttive per la tutela e la fruizione degli stessi.

Indubbiamente un importante passo avanti per la Speleologia regionale, che consente, per la prima volta in Sicilia, di dare ufficialmente voce a chi da decenni conosce, studia ed esplora il sottosuolo siciliano.
Un riconoscimento importante, dunque, che consentirà agli speleologi di apportare il loro insostituibile contributo alla tutela e alla valorizzazione degli ipogei siciliani.

 



Indagini sui chirotteri troglofili nel siracusano:

In occasione dell'Anno del Pipistrello 2011-2012, indetto dalla Convention on Migratory Species e da EUROBATS, la Federazione Speleologica Regionale Siciliana ha avviato uno studio sui chirotteri troglofili nel siracusano.

Il progetto, avviato nel luglio 2011, è incentrato sullo studio di alcune grotte della provincia di Siracusa note per le loro colonie di chirotteri. Tra queste, le grandi e rinomate colonie della Grotta Palombara e della Grotta dei Pipistrelli di Pantalica.

Trattandosi di specie tutelate, ai sensi della legge quadro in materia di protezione della fauna (L. 11 febbraio 1992, n. 157), è stata evitata qualunque metodologia che implicasse la manipolazione degli esemplari. La F.S.R.S. ha quindi optato per effettuare sia l'identificazione del taxon di appartenenza che la stima della consistenza numerica delle colonie tramite l'uso di fotografie digitali.

Di importanza fondamentale per lavori di questo tipo è la definizione di un metodo di acquisizione quanto più possibile oggettivo, che renda i dati comparabili tra loro e ripetibili anche da altri ricercatori ed a distanza di tempo. Il conteggio degli individui nelle colonie numerose e/o localizzate ad elevata distanza dall'osservatore viene quindi effettuato mediante fotografie digitali ad alta risoluzione e loro successiva elaborazione con appositi software di analisi delle immagini, secondo quanto indicato nelle linee guida del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio(1).

 

(1) Agnelli P., Martinoli A., Patriarca E., Russo D., Scaravelli D., Genovesi P. (a cura di), 2004. Linee guida per il monitoraggio dei Chirotteri: indicazioni metodologiche per lo studio e la conservazione dei pipistrelli in Italia. Quad. Cons. Natura, 19, Min. Ambiente – Ist. Naz. Fauna Selvatica.



Appello per la tutela dei chirotteri: Secondo la direttiva 92/43/CEE “Habitat”, tutte le specie di chirotteri sono considerate SPECIE ANIMALI DI INTERESSE COMUNITARIO CHE RICHIEDONO UNA PROTEZIONE RIGOROSA.
Nell'anno del chirottero, la FSRS sta promuovendo una campagna di responsabilizzazione degli speleologi. La conoscenza del ciclo biologico dei pipistrelli e dei corretti comportamenti da tenere in grotta in loro presenza, può essere determinante per la sopravvivenza di questi animali.


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